La risposta nella voce

Bird

I know why the caged bird sings 

by Maya Angelou

 
A free bird leaps on the back
Of the wind and floats downstream
Till the current ends and dips his wing
In the orange suns rays
And dares to claim the sky.

 

But a BIRD that stalks down his narrow cage
Can seldom see through his bars of rage
His wings are clipped and his feet are tied
So he opens his throat to sing.

 

The caged bird sings with a fearful trill
Of things unknown but longed for still
And his tune is heard on the distant hill for
The caged bird sings of freedom.

 

The free bird thinks of another breeze

And the trade winds soft through
The sighing trees
And the fat worms waiting on a dawn-bright
Lawn and he names the sky his own.

 

But a caged BIRD stands on the grave of dreams
His shadow shouts on a nightmare scream
His wings are clipped and his feet are tied
So he opens his throat to sing.

 

The caged bird sings with
A fearful trill of things unknown
But longed for still and his
Tune is heard on the distant hill
For the caged bird sings of freedom.

 

 

So perché canta l’uccello chiuso in gabbia

 

Un uccello libero salta sulla schiena

del vento e fluttua fino a valle,

alla fine della corrente,  e intinge un’ala

nell’arancione dei raggi del sole

e osa rivendicare il cielo.

 

Ma un UCCELLO che perseguitala sua stretta gabbia

può vedere raramente attraverso le sue sbarre di rabbia

le sue ali sono tagliate e le sue zampe legate

così apre la gola per cantare.

 

L’uccello in gabbia canta con un temibile trillo

di cose sconosciute ma ancora sospirate

e la sua melodia si sente sulla collina distante perché

l’uccello in gabbia canta la libertà.

 

L’uccello libero pensa a un’altra brezza

e agli alisei delicati attraverso

i sospiri degli alberi

e ai vermi grassi che aspettano scintillante d’alba

un prato e lui nomina il cielo come suo.

 

Ma un UCCELLO in gabbia si erge sulla tomba dei sogni

la sua ombra grida sopra un urlo da incubo

le sue ali sono tagliate e le sue zampe legate

così apre la gola per cantare.

 

L’uccello in gabbia canta con

un temibile trillo di cose sconosciute

ma ancora sospirate e la sua

melodia si sente sulla collina distante

perché l’uccello in gabbia canta la libertà.


I know why the caged bird sings è una delle poesie più importanti di Maya Angelou. Il titolo è lo stesso della prima di una serie di sette autobiografie che l’autrice scriverà negli anni a partire dal 1969. Il libro racconta della vita della poetessa durante il periodo dei suoi diciassette anni; ha vinto numerosi premi e ha dato a Maya Angelou notorietà internazionale. Le tematiche affrontate sono tante e di fondamentale importanza nella storia personale di Maya che usa la metafora dell’uccello chiuso in gabbia che lotta per fuggire verso la libertà per esplorare i temi dell’identità, della resistenza all’oppressione razzista, dell’alfabetizzazione e della violenza.

Per comprendere meglio il messaggio della poesia potrebbe essere utile conoscere un episodio centrale della vita dell’autrice: lo stupro subito all’età di otto anni e le relative conseguenze.

Maya viene violentata dal nuovo compagno della madre una volta ritornata a vivere con lei. Non succede niente fino a quando la ragazzina decide di raccontare l’accaduto al fratello. Il fatto viene denunciato; l’uomo viene processato e ritenuto colpevole; ma resta in carcere un solo giorno. Pochi giorni dopo il suo rilascio, l’aggressore viene trovato morto probabilmente a causa dell’intervento degli zii dell’autrice che, evidentemente, preferirono farsi giustizia da soli. Dopo questo fatto Maya Angelou si chiuse in un totale silenzio per cinque anni.

La spiegazione è nelle sue stesse parole:

Pensavo che fosse stata la mia voce ad averlo ucciso; ho ucciso quell’uomo perché ho detto il suo nome. E poi ho pensato che non avrei mai più parlato, perché la mia voce avrebbe potuto uccidere qualcuno.

Di fondamentale importanza fu l’incontro con l’insegnante Bertha Fiori che introdusse Maya alla poesia e alla letteratura. Grazie a questo percorso Maya scopre e diventa consapevole della forza delle parole espresse attraverso la poesia. Ristabilisce un rinnovato dialogo con se stessa ritrovando la sua voce reale, plasmando quella poetica, aprendosi nuovamente alla vita. Secondo Marcia Ann Gillespie, che scrisse una biografia sulla vita della Angelou, fu proprio durante quel periodo di silenzio che l’autrice scoprì, oltre all’amore per i libri, la sua memoria straordinaria e una capacità di ascolto e osservazione fuori dal comune. Abilità che si sarebbero rivelate utili in seguito durante tutta la sua attività di autrice e attivista nel movimento per i diritti civili.

Nella poesia l’autrice usa parole chiare e immagini vivide, descrittive e emozionali. Il lettore si ritrova immerso nella storia e nelle sensazioni contrastanti dell’uccello chiuso in gabbia da una parte, e di quello libero dall’altra. Tutta la poesia è una metafora. L’uccello in gabbia è l’immagine più adatta a esprimere la situazione degli afro-americani discriminati a causa del colore della pelle e privati ​​della libertà e dei diritti fondamentali. Quando la Angelou scrive Le sue ali sono tagliate e le sue zampe legate / così apre la gola per cantare sta parlando per le persone del suo popolo: anche se non possono scappare, possono ancora lottare per ciò in cui credono e esprimere i loro pensieri e ideali attraverso le parole.

Molto importante e coinvolgente è il simbolo della gabbia: rappresenta la discriminazione razziale, i pregiudizi e l’odio che la società ha inflitto a persone considerate “diverse”. Inoltre , viene usata la ripetizione per sottolineare i concetti più importanti. Nel poema si ripete il verso così apre la gola per cantare e L’uccello in gabbia canta con / un temibile trillo di cose sconosciute / ma ancora sospirate. In questi versi si spiega che la ragione per cui l’uccello in gabbia canta, anche se intrappolato, è la sua determinazione nel cambiare le cose.

Anni dopo il suo silenzio Maya Angelou rivelerà di aver sempre scritto la sua poesia pensando che sarebbe stata letta ad alta voce. Fa effetto pensare che questa volontà irrefrenabile di dire, di comunicare sia nata e abbia proseguito il suo corso, come un fiume in piena, proprio in quel periodo di tragico silenzio degli anni dell’infanzia. Le parole di questa donna straordinaria hanno crepato e distrutto dighe che sembravano insormontabili ispirando milioni di persone. La domanda è: come e perché Maya Angelou ha ritrovato la voce? Ma la risposta forse più chiara ce la dà l’autrice stessa in un messaggio sul suo profilo facebook del 23 novembre 2013, oltre quarant’anni dopo la stesura di I know why the caged bird sings:

Un uccello non canta perché ha una risposta; canta perché ha una canzone.


Traduzione: Davide Ferrari con la supervisione di Simona Martini

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