Woman work

"Top Women" at U.S. Steel's Gary, Indiana, Works, 1940-1945. Photo credit The U.S. National Archives

Original Caption: Like Girls from Mars Are These “Top Women” at U.S. Steel’s Gary, Indiana, Works. Their Job Is to Clean Up at Regular Intervals Around The Tops of Twelve Blast Furnaces. As A Safety Precaution, the Girls Wear Oxygen Masks., 1940 – 1945


Woman Work

By Maya Angelou

 

I’ve got the children to tend

The clothes to mend

The floor to mop

The food to shop

Then the chicken to fry

The baby to dry

I got company to feed

The garden to weed

I’ve got shirts to press

The tots to dress

The cane to be cut

I gotta clean up this hut

Then see about the sick

And the cotton to pick.

Shine on me, sunshine

Rain on me, rain

Fall softly, dewdrops

And cool my brow again.

Storm, blow me from here

With your fiercest wind

Let me float across the sky

‘Til I can rest again.

Fall gently, snowflakes

Cover me with white

Cold icy kisses and

Let me rest tonight.

Sun, rain, curving sky

Mountain, oceans, leaf and stone

Star shine, moon glow

You’re all that I can call my own.

 

 

 

Lavoro di donna

 

Ho dei bambini cui badare

vestiti da rattoppare

pavimenti da lavare

cibo da comprare

poi, il pollo da friggere

il bambino da asciugare

un reggimento da sfamare

il giardino da curare

ho camicie da stirare

i bimbetti da vestire

la canna da tagliare

e questa baracca da ripulire

dare un’occhiata agli ammalati

e raccogliere cotone.

Risplendi su di me, sole

bagnami, pioggia

posatevi dolcemente, gocce di rugiada

e rinfrescate ancora questa fronte.

Tempesta, spazzami via di qui

con una raffica di vento

lasciami fluttuare nel cielo

affinché possa riposare.

Cadete morbidi, fiocchi di neve

copritemi di bianco

freddi baci ghiacciati

lasciatemi riposare questa notte

Sole, pioggia, curva del cielo

montagne, oceani, foglie e pietre

bagliori di stelle, barlume di luna:

siete tutto quello che io posso dire mio.


Woman work parla da sola. E, come le migliori poesie, non lo fa solo con il significato delle parole o delle immagini espresse, ma con il suono delle parole stesse e il ritmo. Alla prima lettura, la ritmica serrata della poesia ricorda quasi un pezzo hip hop alla Run DMC, lo storico gruppo statunitense. Ma in questa lirica, più che in altre, il ritmo e la musicalità sono sostanziali e funzionali a quello che la poetessa vuole comunicare: una sensazione di frenesia e fretta travolgente. Quella che contraddistingueva le sue giornate di lavoro. Così il lettore viene trascinato in questo vortice ritmico – questa è la caratteristica che fa pensare ai migliori brani hip hop- dove non deve fare più niente. Neanche sforzarsi di capire il senso delle parole per andare oltre. Quasi come se la giornata frenetica di una donna al lavoro sia così impegnativa da perdere di vista il senso profondo di ogni cosa negli automatismi privi di significato. Le continue ripetizioni, l’elenco di verbi-azioni sono usati per sottolineare quanti lavori questa donna possa aver effettivamente compiuto in un solo giorno.

A fare da contrappunto, qui emerge la maestria narrativa dell’autrice, ci sono momenti in cui gli elementi naturali creano un respiro più ampio in cui la donna si perde quasi come se si abbandonasse alla sua coscienza, al suo mondo interiore, cui il lettore partecipa ma dove non può accedere fino in fondo.

La poetessa si rivolge direttamente alla natura usando la personificazione come a cercare comprensione e riposo. La poesia è tutta tesa a trasmettere la pressione e lo stress della vita quotidiana di una donna in una situazione impegnativa e non certo semplice ma allo stesso tempo lascia intravedere il solito atteggiamento dignitoso e forte che contraddistingue Maya Angelou.

L’ultima strofa

Sole, pioggia, curva del cielo / montagne, oceani, foglie e pietre / bagliori di stelle, barlume di luna: / siete tutto quello che io posso dire mio.

è quasi una preghiera, una dichiarazione d’amore alla natura, con la bellissima chiusura in cui trapela un intimo rapporto tra l’individuo e il mondo di cui fa parte. Un abbraccio a stringere l’intero universo vicino al cuore.

Traduzione: Davide Ferrari
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